
“Edoardo!”, mi richiamano, sono distratto, sembro distratto. Ho scritto ogni singolo giorno di questi due anni, e se non l’ho fatto con la mia mano l’ho fatto con la mente e con il cuore.
Distratto, assente, momenti di lucidità alternati a visioni di sogni bellissime. “Tienile solo se provengono dall’altissimo”, questa é la parola del Signore, ed é questo che ho imparato a fare, che mi ha insegnato a fare, donandomi parole. Distratto, ho dimenticato qualcosa, un mazzo di chiavi, gli occhiali, “Edoardo!”, mi ha rapito una parola, un soffio di vento, una voce, polvere che si alza! Sono a duemila anni fa, Veronica danza dinanti a Bartimeo sulla terra secca, sotto il sole. Sorride. Io sono lá. Ma poi ritorno qui, questa ragazza dinanzi a me sorride, si alza impetuosa: ha nel cuore il desiderio del suo compleanno. É mossa dalla Vita. Quanto? Lei stessa non lo sa. Cosa ha sognato il suo cuore nella sua notte? Chi può dirlo? Mi distraggo nuovamente. Veronica mi richiama, sono cieco e non riesco ad andare per il mondo. Il suono della sua risata mi dá il batticuore e mi trema la mano: non posso farci niente. Vorrei farla correre per il mondo ma Dio mi ha chiamato a scrivere. É questa la croce che mi ha donato. Così la amo più di tutti però. Ecco, il vento mi rapisce di nuovo. Questo profeta a tremila anni da me sta scrivendo: la sua parola descrive ciò che sto provando. Io sono accanto a Lui. Parla del regno di Dio: parla del mistero del cuore dell’uomo, parla dell’infinità dell’universo, dell’amore che intreccia tempo e spazio. Io mi innamoro di Amore stesso.
Questo profeta non lo sa ma mi ha salvato. Questa verità porta in seno sofferenza però. Le lacrime di Veronica mi rapiscono di nuovo: quanto ha sofferto? Quanto é prezioso il suo cuore? Il Signore stesso é morto in croce. Non poteva tornare indietro: “Padre allontana da me questo calice se vuoi…” e invece. Eccolo, “attireró tutti a me”. Sta compiendo un disegno nato con il nascere stesso. Se vince vinciamo tutti: vincere significa morire per Dio. Ha vinto. Sapeva che Edoardo Francesco un giorno avrebbe scritto questo libro, sapeva tutto quello che sarebbe nato dopo. Sapeva che Pietro lo avrebbe rinnegato, per poi morire con Lui. Sapeva che un certo Francesco d’Assisi avrebbe deriso il mondo, sapeva che io ritrovando il mio cuore nelle sue parole, innamorato e distrutto avrei scritto per lui tutte queste opere. Perché, in verità, é solo questo che mi ha chiesto il Signore. Sapeva che questa ragazza mi avrebbe sorriso riportandomi il significato di ogni parola letta nella mia Vita. Sapeva che Veronica mi avrebbe parlato.
Sapeva che Sara avrebbe riso, e poi Sorriso al miracolo della Vita. Perché qui dinanzi ci inginocchiamo tutti, volenti o nolenti. Nella nostra venuta alla Vita, chi ci ha atteso ci stava già amando, nella nostra venuta alla vita, chi ci ha visto appena uscito dalla sua Vita, ci ha sorriso. Quanto più può Dio, che questo Amore ha voluto che fosse? É Lui che ha detto ad ogni vita: Tu sarai.














