
Un uomo ed una donna si incontrano.
Quest’opera nasce dal loro incontro ma questo incontro nasce da un opera più grande: quella che Dio ha disegnato millenni e secoli prima attraverso la parola dei profeti. Veronica ha un nome ed una storia: é una donna.
Sembra scontato, vero? No, non é scontato ció. Gesù guarisce un cieco che giace da anni sulla via di Gerico, un cieco non nato tale. Lui é Bartimeo. Bartimeo ha anch’esso un nome ed una storia: é un uomo. Si, vale anche per lui. Veronica disegna, sogna e scrive. Bartimeo scrive: opere, canti e poesie. Entrambi sono vivi, vivi veramente. Sembra ancora più scontato vero? No, non lo é affatto. Entrambi hanno un dolore nascosto, una croce da portare, un dono da far brillare.
Come ogni storia che si rispetti merita un inizio ed una fine, questa ancor più bella dona un’intreccio che unisce ogni inizio ed ogni fine. Un disegno non egoistico ma immerso in un disegno più grande, di cui lo scrittore si fa portavoce. Coincidenze o disegni già scritti? L’opera dimostra come tutto ciò che accade é stato già preparato in altri tempi, fa vedere il vero agire della provvidenza al di lá della nostra riconoscenza. La storia inizia da quando ogni cosa si é predisposta affinché queste storie fossero tali ed arrivassero ad intrecciarsi, incontrarsi, viversi, fosse anche solo per un istante insieme sotto il Cielo: il quale é nato e si é mosso nella sua eternità proprio per quello.
Abramo ed Isaia riceveranno la promessa e la parola di Dio che si compirá nella vita di questi due giovani cuori vissuti millenni e secoli dopo. Un intreccio di Vite e di cammini che legano Veronica e Bartimeo, protagonisti di quest’opera che si scrive, e disegna, lungo il racconto stesso.














